Indicatore di attività economica - Nord-Est - Settembre 2013

Nel terzo trimestre del 2013 si è assistito ad una rapida risalita dell’indicatore di attività economica del Nord-Est, che nel mese di settembre ha riportato una variazione negativa ma prossima allo zero, -0,2% su base annua. Lo stesso andamento è stato seguito da Emilia-Romagna e Veneto, mentre il Trentino e il Friuli hanno riportato valori leggermente positivi, circa il +0,1%.

L’andamento di alcune variabili che contribuiscono alla stima dell’indicatore.

DOMANDA ESTERA E INTERNA

Nel terzo trimestre dell’anno si registra un aumento delle esportazioni, +3,8% su base annua, accompagnato da una riduzione delle importazioni, -2,5% (a/a). Ne è conseguito un aumento del surplus della bilancia commerciale, che si è attestato a circa 11.252 milioni di euro, che corrisponde al 37,5% delle esportazioni del trimestre. Risulta debole la domanda di beni durevoli, come mostra il dato sulle immatricolazioni di nuove auto che nel mese di ottobre segnano una riduzione del -5,2%.L’aumento delle esportazioni ha riguardato, con intensità differenti, tutte le regioni dell’area, con l’unica eccezione dell’Emilia-Romagna, in cui sono cresciute solo leggermente, +1,4%.

MERCATO DEL LAVORO

Nello stesso periodo la situazione del mercato del lavoro appare piuttosto problematica. Il numero degli occupati ha registrato una riduzione, -1,8% su base annua, che ha coinvolto gli addetti nei settori industriale (-5,3% a/a, pari a 89.861 unità) e agricolo (-1,4% a/a, pari a circa 2.600 unità), mentre il numero degli occupati nei servizi è rimasto pressoché inalterato. Risultano in riduzione il tassi di attività e quello di occupazione, rispettivamente -1,1% e -1,5%, mentre aumenta il tasso di disoccupazione, +0,6%. Nel Veneto il calo degli addetti è stato molto pronunciato, -3,2%, seguito dal Friuli, -2,4%, dove il tasso di disoccupazione è cresciuto in misura maggiore, +1,2 punti percentuali.

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE 

Sempre nel terzo trimestre del 2013, il numero di imprese attive si è ridotto, -0,8% su base annua, come pure il numero delle cessazioni (-9,3% a/a), mentre sono cresciute le nuove iscrizioni (+5,2% a/a). Il saldo tra iscrizioni e cessazioni, in rapporto alle imprese attive, è stato leggermente positivo, +0,2%, mentre l’anno precedente risultava nullo. Il calo delle imprese attive ha riguardato quasi tutte le regioni dell’area, in particolare il Veneto dove la diminuzione è stata più rilevante (-1%), ad eccezione del Trentino, in cui si è avuto un modesto incremento, +0,4%.