Indicatore di attività economica - Mezzogiorno - Marzo 2014

Nel primo trimestre del 2014 l’indicatore di attività economica del Mezzogiorno sembra  essersi stabilizzato su valori decisamente negativi, e nel mese di marzo ha registrato una variazione del -1,5% su base annua. Tra le regioni dell’area solo la Calabria ha mostrato una tendenza al miglioramento della fase recessiva, e ha segnato la riduzione meno negativa dell’area, -1,3% su base annua. Le riduzioni  più consistenti dell’indicatore si sono registrate in Molise, -2% a/a, e in Campania, -1,8% a/a.

L’andamento di alcune variabili che contribuiscono alla stima dell’indicatore.

DOMANDA ESTERA E INTERNA

Il deterioramento degli scambi con l’estero è proseguito anche nel primo trimestre dell’anno, con una contrazione delle esportazioni, -3,3% su base annua, e delle importazioni, -4,5% (a/a). Il deficit della bilancia commerciale del Mezzogiorno ha superato i 2.700 milioni di euro, ed è risultato pari a quasi il 27% delle esportazioni del trimestre. Nella maggior parte delle regioni dell’area è stata rilevata una notevole riduzione delle esportazioni, mentre sono cresciute in modo consistente in Puglia, +18,1%, e, in misura decisamente minore, in Abruzzo e in Campania, rispettivamente del +5,4% e del +1%.
Le immatricolazioni di nuove auto si sono mantenute debolmente positive nei primi mesi dell’anno, per poi tornare a contrarsi nel mese di maggio, -5,3% (a/a).
Le regioni in cui sono state registrate le riduzioni maggiori sono la Sicilia e la Puglia, rispettivamente -9% e -8% su base annua.

MERCATO DEL LAVORO

La situazione del mercato del lavoro risulta alquanto problematica anche nel primo trimestre del 2014. Il numero degli occupati si è ulteriormente ridotto, -2,8% su base annua (circa 169.590 unità), e tale calo ha riguardato tutti i settori di attività: il settore agricolo, -8% (oltre 29.500 unità), quello industriale, -2,8% (pari a 33.810 unità) e, infine, quello dei servizi, -2,4% (con oltre 106.270 unità). Nello stesso periodo sono diminuiti il tasso di attività, -0,2%, e, in misura maggiore, quello di occupazione, -1%, mentre il tasso di disoccupazione è ulteriormente aumentato, +1,6% su base annua, per arrivale ad un valore pari al 21,7%.
Il calo dell’occupazione ha coinvolto tutte le regioni dell’area, con variazioni comprese tra il -4,9% (oltre 24.700 unità) registrato in Abruzzo e il -0,8% (oltre 1.350 unità) della Basilicata. Di conseguenza il tasso di disoccupazione è ulteriormente cresciuto, e ha riportato valori superiori al 20% in Puglia, in Sicilia, in Campania e in Calabria.

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE

Per quanto riguarda la nati-mortalità delle imprese, sempre nel primo trimestre del 2014, si è ulteriormente ridotto il numero di quelle attive, -0,6% (a/a), con una riduzione delle nuove iscrizioni, -3,4% a/a, e un discreto aumento delle cessazioni, +6,9% a/a. Nello stesso periodo il saldo tra iscrizioni e cessazioni, in rapporto alle imprese attive, è risultato decisamente negativo,-1,1%, e in peggioramento rispetto all'anno precedente, quando era pari al -0,8%.
Il numero delle imprese attive risulta in riduzione in tutte le regioni dell’area, con l’unica eccezione della Calabria, in cui sono aumentate dello 0,2% su base annua.