L’Italia e l’Emilia-Romagna al tempo della “crisi”: un’analisi dell’attività economica, import-export e mercato del lavoro

di Cristina Brasili, Andrea Brasili, Federica Benni, Diego Gandolfo (2010)

Ci troviamo in un contesto economico internazionale in fortissimo movimento. Negli ultimi due anni l’economia internazionale ha assistito a quella che molti commentatori, a torto o ragione, hanno definito come “la più grande crisi economica mondiale della storia”. La crisi finanziaria che ha interessato prima gli Stati Uniti ha avuto poi forti ripercussioni su tutta l’economia mondiale anche per il 2009, come evidenziato dalle stime effettuate dai principali istituti internazionali (-1,1% il FMI, -2,7% l’OCSE). Nell’area Euro la flessione è stata del 4,2% mentre in Italia e Germania del 5%. Anche i Paesi emergenti hanno registrato un rallentamento della crescita con la sola eccezione della Cina. L’Italia è ancora molto lontana dal superamento della crisi. Una crisi che nel nostro paese sta colpendo in maniera sempre più evidente il fronte occupazionale danneggiando, talvolta irreversibilmente, molti importanti settori produttivi. Impiegherà 4 o 5 anni per ritornare ai livelli di ricchezza del 2007. Ora, proporre in un contesto del genere, nazionale ed internazionale, anche solo una breve analisi congiunturale per l’Emilia-Romagna, risulta quanto mai arduo. Nella regione, caratterizzata da una forte specializzazione manifatturiera e propensione all’export, la crisi ha impattato fortemente su questi settori provocando una forte riduzione degli occupati, in particolare quelli di tipo precario e quelli del comparto industriale. Un’indicazione tempestiva ed aggiornata dell’economia della regione può essere fornita dall’indice di attività economica stimato, il quale risulta prezioso anche per ovviare al problema della mancanza di dati regionali, utilizzando il metodo proposto da Stock e Watson (1989) per l’analisi del ciclo economico. Questa metodologia definisce l’attività economica come le fluttuazioni di un fattore latente che sintetizza il co-movimento di un ampio numero di variabili economiche. Rimanendo dunque nell’ottica costruttiva di chi da questa crisi vuole imparare qualcosa, evitando una facile retorica, - perché, per ottenere almeno questo risultato, comunque, dovremmo dimostrare di “voler” imparare - “leggiamo” i numeri più recenti per l’Emilia-Romagna, con un unico reale obiettivo: capire.


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