Barometro nazionale - Marzo 2014

I primi segnali di una timida ripresa sembrano arrivare. Niente di spettacolare, non ce ne sono ancora i prerequisiti, le ragioni strutturali, ma qualcosa si è cominciato a muovere. 

Il 2013 si è chiuso con una contrazione del PIL pari all’1,8% e solo nel quarto trimestre dell’anno si è registrato un piccolo segno positivo nella variazione del PIL (0,1% t/t, -0,9% a/a). L’indicatore coincidente per l’economia italiana, aggiornato con dati a fine marzo, mostra un chiaro miglioramento, anche se il livello è ancora piuttosto basso. L’indicatore ha raggiunto il livello di -0,095 con una media pari a -0,2 nel primo trimestre contro -0,59 nel quarto dello scorso anno. Questo livello è compatibile con una crescita nel primo trimestre dello 0,3%/0,4%.

 

A migliorare nell’ultimo mese sono stati i dati relativi alla fiducia, sia dei consumatori che delle imprese; in effetti anche gli indicatori PMIs (non inclusi nell’indicatore) hanno continuato a crescere a marzo. Ai segnali positivi che provengono già da qualche mese dalle indagini congiunturali hanno corrisposto (con riferimento al mese di gennaio) i dati relativi alla produzione industriale e agli ordini e fatturato, entrambi in netto progresso. Positive anche le rilevazioni relative al mercato dell’auto, che da dicembre dello scorso anno sono in territorio positivo (i dati inclusi nell’analisi sono aggiornati a febbraio ma anche la rilevazione di marzo è stata positiva).

Restano invece ancora in territorio negativo le vendite al dettaglio, in questo periodo “aiutate” dalla dinamica dei prezzi molto contenuta (le vendite al dettaglio sono calcolate in valore). E l’altro fattore di debolezza evidente dell’economia italiana è il mercato del lavoro (non incluso nel data set utilizzato per il calcolo dell’indicatore), che continua a peggiorare. E’ chiaro che la natura “laggard” dello stato di salute del mercato del lavoro e la dinamica ancora contenuta dell’economia fanno sì che sia naturale nei primi mesi del 2014 vedere ancora dati negativi. C’è da augurarsi che però questo inizio di ripresa, che per il momento è partita dal canale estero (e principalmente dal miglioramento delle condizioni in Eurozona in genere) ed ha cominciato a trasmettersi anche alle decisioni di investimento delle imprese (positive nel quarto trimestre) attivi anche la domanda per consumi e inverta la tendenza al peggioramento del mercato del lavoro.

Nota metodologica